IL PROGETTO

 

Il Trekking Urbano Romano è la sintesi di un progetto che prevede la costruzione di una serie di percorsi dai diversi focus tematici: storico-urbanistici, della memoria e naturalistici.

 

Abbiamo cominciato nel 2014 inaugurando il TUR Storico-Urbanistico, un cammino a piedi tra i cambiamenti storico-urbanistici del 3° Municipio di Roma. Il percorso, nella sua totalità, si snoda per circa 8 km, attraverso quattro sentieri che vogliono ripercorrerne la storia sociale mettendo in evidenza le immagini urbanistiche-architettoniche di alcuni quartieri e l’immaginario da essi definito: dai villini della Città Giardino Aniene degli anni '20 ai palazzi ICP degli anni '30; dalle case popolari “dei francesi” degli anni '40 della borgata Tufello alle costruzioni sorte durante le Olimpiadi degli anni '60; dai progetti sperimentali di“unità di abitazione” degli anni '70 nel Piano di Zona Vigne Nuove ai “dormitori” degli anni a seguire; fino alla nascita di nuovi quartieri residenziali sorti intorno al centro commerciale di Porta di Roma negli ultimi anni.

 

E nel 2015, a settanta anni dalla Liberazione dall'occupazione nazifascista, abbiamo inaugurato (per poi replicare nel 2016), in collaborazione con il Municipio Roma III e il Circolo Culturale Montesacro, il Trekking Urbano della Memoria, una passeggiata tra i luoghi e le voci dei partigiani di Monte Sacro. 

L’idea di fondo che attraversa questa proposta è che proprio durante una giornata così particolare e attraverso un’organizzazione congiunta tra Servizi rivolti a persone con disabilità e le Istituzioni del Municipio, non solo si possa valorizzare il lavoro di recupero storico-sociale svolto dal progetto del Trekking Urbano Romano nel Municipio III, ma che entrino ancor di più nelle memorie del Municipio le storie e le testimonianze ancora poco conosciute di giovani che in un determinato periodo storico hanno scelto di impegnarsi attivamente per contribuire alla liberazione di Roma dal nazifascismo.

 

E a breve cominceremo a camminare per costruire il TUR Naturalistico, tra il verde e i parchi del III Municipio di Roma.

 

Il modello a cui il progetto fa riferimento è quello di “un nuovo modo di fare turismo, meno strutturato e lontano dai circuiti più conosciuti” (www.trekkingurbano.info), puntando però non tanto sugli aspetti più tipicamente artistici, quanto sulla dimensione pienamente culturale della conoscenza storica e sociale di una comunità.

 

Il T.U.R. qui proposto è il prodotto del lavoro del Gruppo delle Memorie del Centro Diurno Fratelli Lumière di Roma che fa capo al Servizio Disabili Adulti della ASL Roma 1-III Distretto. Un lavoro che inizialmente aveva l’obiettivo di indagare le memorie personali degli utenti, sviluppare i loro ricordi di quartiere a partire dalle scuole frequentate, dai percorsi individuali affrontati da ciascuno in un territorio che di fatto li accomunava. Un lavoro che, però, ha incominciato a prendere ben presto un’altra piega: agli utenti è stato chiesto, da chi conduceva il laboratorio – due antropologi con esperienza di raccolta di memorie e fonti orali – di provare a rendere gli incontri svolti sempre meno laboratorio socio-integrato (rivolto quindi esclusivamente a loro) e sempre più come gruppo di ricerca e di studio per provare a realizzare un servizio per tutta la comunità, per tutto il territorio: il primo passo è stato quello di incominciare a capire i meccanismi delle interviste, intervistandoci prima tra di noi e poi andando in giro a chiedere a conoscenti e amici notizie del quartiere. Poi, complici alcune esperienze di passeggiate urbane svolte da un gruppo di architetti, abbiamo incominciato ad immaginare dei percorsi, dei sentieri nel Municipio di appartenenza che in un qualche modo raccontassero il suo sviluppo, la sua articolazione, a partire dalle immagini stesse presenti e radicate nel territorio: villini, palazzi ICP, esperimenti di edilizia popolare, negozi, spazi comuni, aree verdi, strade.

“Noi intervistiamo la città”, e coadiuvati da ricerche su internet e letture di libri di urbanistica, il risultato di questa intervista è ora qui tangibile.

 

La speranza è che quanto fatto finora possa alimentarsi delle memorie e delle testimonianze di tutti attraverso una collaborazione e una “donazione di ricordi” sul nostro sito internet, pensato non solo come luogo di informazioni ma anche come sito di raccolta di nuove storie da ricordare, conservare e applicare alla dimensione storico-urbanistica del nostro presente.

L’augurio è che in questo modo il concetto di utenza, a partire da un laboratorio socio-integrativo - quindi di una prestazione rivolta solo agli utenti di un Servizio Disabili - possa arrivare a far considerare tale, in un’ottica di reale inclusione sociale e di calibrazione socio-culturale dei servizi sanitari, tutta la cittadinanza, con il fine ultimo di valorizzare il territorio: un augurio che porti tutti ad attraversare questo percorso, per passare dai luoghi di cura alla cura dei luoghi.

 

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